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L'Azione Cattolica di Taurisano ha accolto l'invito dal centro nazionale di supportare la Chiesa aquilana con l'esperienza del campo - servizio in collaborazione con la Caritas nazionale. Un gruppo di dieci giovani è partito dal 19 al 26 luglio alla volta dell'Aquila, vivendo un'esperienza unica di servizio, lavoro e amicizia nei luoghi colpiti dal terremoto.
Mentre eravamo al campo dei volontari abbiamo redatto un diario di bordo dove giorno per giorno abbiamo condiviso in rete le nostre giornate intense di impegni ed emozioni, difficili certamente da rendere con le parole, ma ci abbiamo comunque provato.

Il centro nazionale dell'AC ha ringraziato i giovani che hanno svolto il campo servizio in Abruzzo attraverso una telefonata di Marco Iasevoli (vicepresidente per i Giovani di Azione cattolica) e chiedendo altre collaborazioni per i progetti che l'AC ha in cantiere a partire da ottobre. Noi ci mettiamo al servizio della Chiesa e della nostra associazione, aiutando i fratelli più bisognosi delle zone terremotate.

Ecco ora le FOTO di questa bellissima esperienza, ma presto sul sito anche le testimonianze dei partecipanti.

 

“…si avvicinò e camminava con loro”. (Lc 24,15)

Sono passati quasi 4 mesi da quando una terribile scossa di terremoto ha messo in ginocchio la città dell’Aquila ed i paesi limitrofi. Guardando la tv e leggendo i giornali, le notizie che giungono da quei territori sono sempre meno frequenti, o meglio quasi nulle, se non per parlare delle ultime scosse di assestamento o di eventi eccezionali quali il G8.

Andando a far visita alle popolazioni colpite dal sisma ci siamo invece resi conto che la realtà è un’altra, certamente diversa da quella mostrata dai mass media, che certamente sono bravissimi a parlare di numeri, statistiche e previsioni, ma trascurano le ferite ed i traumi che le scosse hanno aperto e che difficilmente si potranno colmare in poco tempo.

Andando in giro per l’Aquila il tempo sembra essersi fermato alla notte del 6 aprile, tante le case inagibili e vuote, le strade deserte, gli uffici ed i negozi impraticabili, monumenti e chiese messe in sicurezza in attesa di restauro. La popolazione è tutta nelle tendopoli, o nelle tende poste a dimora nei giardini o nel parcheggio sotto casa. Gente che ha perso tutto, la casa, il lavoro ed il più delle volte una persona cara, ma anche la serenità di riposare la notte, l’identità di una città, la speranza in un futuro che assume sempre più le tinte fosche dell’incertezza. La domanda che scava come un tarlo nella mente degli attendati è «Quando sarà finito tutto questo? ».

A volte pensiamo, erroneamente, che il tempo prima o poi sistemi un tutto e che i problemi siano risolti nel momento in cui non se ne parla più. Abbiamo visto invece che in Abruzzo c’è ancora tanto bisogno di aiuto, le persone hanno bisogno di non sentirsi soli, di vedere le attenzioni ed il servizio di chi da ogni parte d’Italia condivide la loro situazione.

Vi chiediamo perciò di non dimenticare chi è in questo stato di bisogno, di ricordarli nella preghiera, se possibile di mettersi al servizio anche per pochi giorni come volontari in quei territori, di continuare ad aiutarli a distanza utilizzando le forme di sostegno messe a disposizione da tante associazioni che dai primi momenti si son fatte carico dei problemi post terremoto. A noi tocca tenere alta l’attenzione verso le popolazioni colpite dal sisma che vivono ancora uno stato di piena emergenza.

Basta poco per tornare a sperare!